Il Training Autogeno per bambini

J.H. Shultz aveva ideato il Training Autogeno negli anni ’30 come metodo di rilassamento che consentisse agli adulti di raggiungere autonomamente, e mantenendo lo stato di veglia cosciente, i benefici del rilassamento psicofisico che all’epoca venivano osservati sotto ipnosi. Con tale scopo si intendeva non solo favorire il rilassamento generale, ma anche curare vari disturbi psichici e psicosomatici.

Nei decenni successivi il Training Autogeno è stato studiato e applicato nei più disparati contesti con obiettivi anche non psicoterapeutici ma legati alla salute psicofisica, al miglioramento delle prestazioni, alla crescita personale.

Non ultimo, il metodo è stato riadattato, da vari Autori, anche per i bambini. Il Training Autogeno per bambini utilizza la fantasia e l’immaginazione per far accedere i più piccoli ad uno stato di rilassamento interiore attraverso modalità più vicine al gioco e alla fiaba.

 

Le differenze nel rilassamento di adulti e bambini

Nella pratica del Training Autogeno degli adulti lo stato di rilassamento è raggiunto mediante quello stato definito di “concentrazione passiva” in cui ci si limita a portare attenzione sulle parti e le funzioni fisiologiche del proprio corpo (ad esempio la pesantezza degli arti corrispondente al rilasciamento muscolare) rimanendone spettatori passivi senza intervenire con l’esercizio della volontà, ma immaginando semplicemente gli effetti dello stato di rilassamento che si mira a raggiungere (immaginando ad esempio che il proprio braccio affondi morbidamente nel pavimento in corrispondenza dei punti d’appoggio).

bambini sotto gli 8 anni non sono in grado di raggiungere questa consapevolezza corporea. Il Training Autogeno per loro sfrutta la fantasia, il gioco e la creatività per sollecitare indirettamente questi tipi di effetti.

 

Sfruttare l’immaginazione e il gioco per il Training Autogeno

Siamo abituati a pensare allo stress come prerogativa della vita e del mondo adulto: è di conforto per molti di noi continuare a immaginare quello dell’infanzia come un mondo protetto fatto di sola felicità e benessere.

Eppure i bambini, anche i più piccoli, non sono affatto immuni da tensioni e preoccupazioni, semplicemente ne hanno minor consapevolezza e li manifestano con modalità diverse (iperattività, cambiamenti nel comportamento alimentare o nel sonno etc.), per questo il Training Autogeno può essere utile anche per loro.

I bambini piccoli non hanno la capacità di concentrazione o di auto-osservazione dei ragazzi o degli adulti, ma possiedono una naturale capacità immaginativa multisensoriale che impiegano spontaneamente in esperienze di gioco e immaginazione con un’immediatezza molto maggiore di quanto riesca a fare un adulto.

 

Giocare e immaginare il Training Autogeno

Se gli adulti devono, mediante il Training Autogeno, riappropriarsi gradualmente della loro capacità di immaginazione per poter accedere solo ad uno stadio avanzato ad un universo di immagini interiori per lo sviluppo della personalità, i bambini, specie i più piccoli, attraverso il gioco e la fiaba possono accedere con immediatezza ad uno stato di rilassamento psicofisico che coordini mente e corpo.

Ecco che allora una fiaba che li guidi in un viaggio sotto il mare (come nel libro del Training Autogeno per bambini Fiabe che rilassano di Gisela Eberlein) o immaginare di inspirare ed espirare profondamente e con lentezza per raffreddare una scodella di zuppa (come nei giochi di Micheline Nedeau) diventano esperienze che con creatività consentono ai bambini di accedere ad alcuni degli stati di rilassamento previsti dagli esercizi inferiori del Training Autogeno.