L’autostima dei bambini

L’AUTOSTIMA È IL RAPPORTO TRA COME SIAMO E COME VORREMMO ESSERE.

È il risultato di una valutazione su noi stessi che facciamo sulla base di criteri costruiti sui confronti delle nostre caratteristiche con quelle degli altri o in alternativa, sulla nostra efficacia rispetto alla risoluzione di difficoltà o problemi.

L’AUTOSTIMA È LA COSTRUZIONE PROFONDA DI SENTIRSI ADEGUATI ALLA VITA E ALLE SUE RICHIESTE.

E’ fiducia nelle nostre capacità di pensare e di superare le sfide fondamentali della vita. Il valore della stima sta nel fatto che ci permette di reagire alle sfide e alle opportunità in modo più appropriato, sapendo sfruttare le nostre risorse.

Una sana autostima porta alla razionalità, all’indipendenza, alla flessibilità, alla capacità di gestire i cambiamenti, al desiderio di ammettere e correggere gli errori, alla cooperazione.

Una bassa autostima porta alla rigidità, alla paura di ciò che è nuovo o diverso, a una conformità o a una ribellione fuori luogo, a comportamenti sulla difensiva o troppo condiscendenti o di controllo, alla paura e all’ostilità verso gli altri.

L AUTOSTIMA E’ INFLUENZATA DA 4 AMBITI PRINCIPALI:

AMBITO FAMIGLIARE.
AMBITO SCOLASTICO.
AMBITO SOCIALE/INTERPERSONALE.
IMMAGINE CORPOREA.

AMBITO FAMIGLIARE

La propria autostima non è innata, ma è generata da un processo percettivo, che si sviluppa nell’osservare e nell’ascoltare i genitori in primis, imitando i loro comportamenti, ponendoli al centro del proprio interesse e vissuto. Il bambino vive e sente proprio sia l’orgoglio che la delusione che i genitori vivono nei suoi confronti ed attraverso questi atteggiamenti lentamente costruisce l’immagine di sé.

AUTOSTIMA E FUNZIONAMENTO SCOLASTICO

Molti studi hanno messo in evidenza come il funzionamento scolastico rappresenti uno dei fattori più importanti in grado di condizionare l’autostima, noi come docenti e come ex studenti dovremmo saperlo. Oltre a essere una componente base della salute mentale, l’autostima appare associata ai successi scolastici

PERFORMANCE SCOLASTICA E AUTOSTIMA SI TROVANO QUINDI IN UN RAPPORTO INTERATTIVO

AMBITO SOCIALE/INTERPERSONALE.

Allorché i bambini hanno sviluppato una serie di idee su come sono, è probabile che comincino a comportarsi con maggiore frequenza in modi conformi al proprio concetto di sé, provocando negli altri feedback tali da avvalorare ulteriormente l’immagine che si sono creati di sé stessi

Questo è quello che viene definito L’EFFETTO PIGMALIONE è conosciuto anche con il nome di “profezia auto-avverante” o come effetto Rosenthal dal nome dello psicologo tedesco che per primo parlò di questo fenomeno.

Si tratta di una forma di suggestione psicologica per cui le persone tendono a conformarsi all’immagine che altri individui hanno di loro, sia essa un’immagine positiva che negativa.

IN QUESTO MODO IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI DIVENTA UNA PROFEZIA CHE SI AUTO-AVVERA RIGUARDO AL CONCETTO DI SÉ DEL BAMBINO E AL SUO COMPORTAMENTO.

Bassa autostima e rischio psicopatologico.

Le frustrazioni conseguenti alle difficoltà di apprendimento possono ridurre il livello di autostima del bambino e aumentare il rischio di disturbi emotivi-psicologici:

  • ansia,
  • enuresi,
  • disturbi del comportamento,
  • instabilità psicomotoria,
  • depressione …

IMMAGINE CORPOREA

Le difficoltà scolastiche sono a volte associate a un quadro di instabilità psicomotoria. L’instabilità può far parte di uno stato reazionale a una situazione ansiogena o problematica per il bambino.

RICORDIAMO CHE QUANTO PIÙ IL BAMBINO È PICCOLO, TANTO PIÙ FACILMENTE IL SUO MODO DI ESPRIMERE UN DISAGIO O UNA TENSIONE PSICHICA PASSA PER IL CORPO

Ma quale aiuto per i bambini con bassa autostima?

Innanzi tutto non negare l’esistenza del problema, ma restituiamo il significato alla sofferenza dovuta agli insuccessi precedenti, non minimizziamoli ne facciamo finta che non esistano. Una bassa autostima si è creata in un tempo molto lungo e abbiamo bisogno di tempo perché questa possa essere orientata nuovamente verso il riconoscimento delle proprie potenzialità, piuttosto che verso le proprie mancanze.

Dobbiamo intervenire, perché si eviti la sua cristallizzazione che si tramuta spesso in una reazione di difesa, dovuta alla ferita insanabile della propria identità che si traduce spesso in: “Non ci riesco non ne vale la pena”.

LE TRE CATEGORIE PIÙ IMPORTANTI SULLE QUALI PUOI LAVORARE SONO:

AIUTA IL BAMBINO AD AVERE CONSAPEVOLEZZA PRECOCEMENTE DELLA PROBLEMATICA; “HAI UN CARATTERE TIMIDO, MA PUOI IMPARARE AD ESSERE DIVERSO SE LO DESIDERI”.

EVITA DI ALIMENTARE L’INSTAURARSI DI UNA DINAMICA DI VERGOGNA/COLPA, SOTTOLINEANDO IN MANIERA ERRATA I SUOI FALLIMENTI, QUESTO PUÒ PREGIUDICARE ANCHE L’ACCETTAZIONE DI OGNI AIUTO.

INCORAGGIALO A SPERIMENTARE LA CAPACITÀ DI AGIRE SULLA REALTÀ ESTERNA PER MODIFICARLA. SPINGILO A FARE POSSIBILMENTE CIO’ IN CUI RIESCE MEGLIO PER POI AVVICINARLO A COSE MENO GRADITE.

Gli interventi sul bambino che devi mettere in campo devono essere di rassicurazione e di sostegno, affinché egli possa superare i sentimenti di inadeguatezza e di frustrazione ed acquisire una maggiore fiducia in sé stesso.