Il metodo di studio – indicazioni pratiche

Oggi vorrei farvi riflettere su quanto spesso docenti, genitori e ragazzi dimentichino l’importanza di un buon metodo di studio come primo strumento compensativo per i bambini con disturbo specifico dell’apprendimento.

Abbiamo già discusso dell’importanza di affiancare sempre agli strumenti compensativi (tecnologici e didattici) trattamenti cognitivi che mirino a potenziare il sistema e le abilità deboli . Ciò che oggi tengo a sottolineare è che per raggiungere l’autonomia nello studio, è essenziale utilizzare un efficiente metodo di studio ( questo non solo in caso di dsa ma in tutte le situazioni).

È bene premettere che non esiste un ”dislessico” uguale ad un altro, di conseguenza non esiste una metodologia standard che possa andare bene ad ogni bambino; andrà cucita addosso al ragazzo sfruttando i suoi punti di forza e potenziando con i training cognitivi i punti di debolezza .

Rispetto ai pari età normolettori un bambino con difficoltà di lettura non può leggere più volte uno stesso paragrafo, riassumere quanto letto e ripassarlo a tempo debito; ciò gli costerebbe un dispendio di “energie attentive” tale per cui si stancherebbe a metà lavoro andando ad annullare i processi di comprensione del testo e di apprendimento della materia oggetto di studio.

Un bimbo con dislessia dovrà ottimizzare il tempo a disposizione per non disperdere risorse (Suggerisco un tempo non superiore a un’ora di lavoro per casa per lo studente della scuola primaria, non più di due ore per lo studente della scuola secondaria e metà del tempo indicato per chi ha scuola a tempo pieno o nei giorni con orario prolungato).

Tempi di studio prolungati a nulla servono se non ad innervosire il nostro bambino e a rattristarlo mettendolo di fronte alla realtà che lo vede “incapace” di imparare la lezione pur stando sui libri tutto il pomeriggio! Sappiamo benissimo, inoltre, che tentare di far entrare dei concetti in una mente già satura non porta a nessun risultato positivo.

E’ preferibile promuovere la qualità del tempo da dedicare alla lezione lasciando ai nostri ragazzi lo spazio per il gioco, per lo sport o per dedicarsi all’attività che desidera. Un’ora concentrata è meglio di tre ore trascorse senza immagazzinare alcun informazione.

Un altro punto fondamentale da cui non si può prescindere quando si parla di metodo di studio è imparare a sfruttare le proprie abilità: un bambino con una buona memoria visiva potrà aiutarsi con schemi, figure e parole chiave che colleghino i concetti da apprendere; viceversa un bambino con una buona memoria uditiva potrà essere agevolato ascoltando una prima lettura del materiale e ripetendo in seguito la lezione a voce alta.

In presenza di un testo lungo da dover leggere, qualora si voglia schematizzare il contenuto, è utile procedere ad una lettura generale del testo, sottolineando i titoli dei paragrafi e le parole chiave, che servono a darci un idea generale del testo da affrontare.

Successivamente si può procedere ad una lettura più approfondita, andando ad aggiungere informazioni e particolari. Utili si rilevano quei programmi per creare mappe che partono da un lavoro diretto sui libri digitali o sui file pdf.

Queste indicazioni servono per perseguire quello che deve essere il nostro obiettivo primario, ossia l’autonomi,a che può essere perseguita solo se si sceglie di accompagnare il percorso didattico ed abilitativo che vede protagonista il nostro bambino con disturbo specifico dell’apprendimento