Come spiegare il Coronavirus ai bambini

 

A causa del propagarsi del Coronavirus nel nostro Paese, sono state sempre dal Governo alcune misure di prevenzione e restrizione. Come possiamo spiegare ciò che sta accadendo ai bambini, senza però spaventarli?

 

Vediamo insieme alcune indicazioni che è bene seguire:

  1. Non trasmettere ansia: i bambini non sono in grado di capire contenuti e toni che risultino eccessivamente minacciosi e scientifici. È bene che sappiano che cosa sta accadendo ma senza enfatizzare i toni. I bambini e le bambine vivono gli stati emotivi dei loro genitori, sono estremamente permeabili alle loro ansie e paure, alle loro inquietudini. È quindi da evitare in modo assoluto un atteggiamento di spavento ma anzi bisogna essere presenti per rassicurarli. Su internet si trovano anche diverse storie e video semplici, creati proprio per spiegare cosa sta succedendo con toni più calmi.
  2. Farli rimanere in famiglia: in situazioni simili si può avere la tentazione di allontanarli dal nucleo familiare magari per mandarli dai nonni o qualche parente che si ritiene abiti in una zona più sicura. Così facendo però si rischia di aumentare la loro ansia. Già Donald Winnicott aveva studiato, durante la Seconda Guerra Mondiale, che i bambini meno traumatizzati furono quelli che restarono nei rifugi con i genitori piuttosto che quelli che furono allontanati per andare in speciali strutture lontano dalla città.
  3. Finché sono piccoli (6/7 anni) è sconsigliabile fornire spiegazioni lunghe ed elaborate ai bambini, che non sono in grado di capire perché non hanno ancora le capacità cognitive per farlo. Servono poche parole, semplici e concrete: basta dire loro che le scuole sono chiuse perché c’è una malattia e che per un certo periodo non si potrà andare a giocare fuori con gli altri bambini. Non è opportuno neppure eccedere con le rassicurazioni, che a volte sono solo un modo per gli adulti di tranquillizzare sé stessi.
  4. Il consiglio è di tenerli lontani dai telegiornali, dai dibattiti tv in genere, almeno fino ai 10 anni. I toni enfatici di questi giorni possono solo spaventare ed è controproducente trattare i bambini come fossero adulti.
  5. Impegnare il più possibile i bambini nel loro tempo libero, esattamente come accade durante l’estate, organizzando attività alternative.
  6. Lasciarli liberi di esprimere le proprie paure.  Se si vede che nonostante tutti gli accorgimenti, il bambino sta vivendo una condizione di paura, è opportuno scaricare questo sentimento negativo attraverso diverse forme di comunicazione, quali disegni, storie. Lasciamoli esprimere secondo la loro fantasia, senza guidarli o forzarli.