Cani e bambini: istruzioni per l’uso settimanale CuneoSette

Per un bambino crescere insieme a un cane è una delle più grandi fortune che possano capitare. Sarà per lui amico fidato, compagno di giochi, grande compagnia (fidatevi che non si sentirà mai solo) e una meravigliosa palestra di vita per diventare attento ai bisogni degli altri.

Perché tutto questo si possa realizzare però occorre impostare il rapporto nel modo giusto. In seguito vedremo qualche semplice accorgimento per instaurare un clima sereno e le basi di uno splendido rapporto.

  1. Insegnate il rispetto per il cane . il rispetto è la base fondamentale di ogni tipo di relazione. Un cane non è un giocattolo che può essere spupazzato a piacimento. È un essere senziente e come tale ha delle idee ben precise su cosa gli piace. Credo che a nessuno di noi farebbe piacere essere svegliati mentre dormiamo con delle urla nelle orecchie… perché quindi al cane dovrebbe piacere questo comportamento? Provate a mettervi nei suoi panni!
  2. Mai lasciare il bambino da solo con il cane. Seppur buonissimo e docilissimo è buona consuetudine non perdere di vista il bambino quando sta insieme al cane, sia perché è bene controllare che non compia atti che possano infastidire l’animale e sia perché non è ancora in grado di interpretare nel modo corretto eventuali segni di disagio da parte del cane. Pensiamo che fino ai 6 anni generalmente un bambino non è capace di leggere e interpretare le emozioni di un cane e non sa fermarsi in tempo.
  3. Riconoscere la manifestazioni di disagio del cane e insegnarle ai bambini. Quando sentite le notizie di cani che mordono bambini ricordatevi che difficilmente il morso arriva come un fulmine a cielo sereno. Solitamente il cane ha dei comportamenti che sono dei segnali preliminare, dei campanelli di allarme che qualcosa non va. Il morso per il cane rappresenta semplicemente un modo per dire di no in una maniera più decisa perché non è stato lasciato in pace quando lo ha richiesto. Bisogna quindi osservare: i comportamenti di evitamento (indietreggiare, tentare di sottrarsi al bambino), segnali del corpo (mostrare i canini, ringhiare, tirare indietro le orecchie), segnali emotivi (guardatelo negli occhi: che cosa esprimono? Rabbia, sopportazione, divertimento?), cambiamenti nel ritmo del gioco, che non deve diventare troppo frenetico.

Se avete dei dubbi o necessità di chiarimenti non esitate a rivolgervi a persone specializzate che potranno consigliarvi nel migliore dei modi, nell’ottica del benessere di tutto il gruppo familiare.